martedì 3 marzo 2009

INFANZIA E APPRENDIMENTO DI DUE LINGUE

INFANZIA E APPRENDIMENTO DI DUE LINGUE

IMPARA A PARLARE ……DUE LINGUE


Sono sempre più numerose, anche in Italia, le famiglie composte da genitori di nazionalità diverse, in cui i bimbi crescono bilingui. Un tempo si credeva che venire a contatto con due idiomi fin dalla primissima infanzia potesse causare una certa confusione o, addirittura, ritardare il normale processo di apprendimento del linguaggio. Oggi, invece, alla luce dei più recenti studi sull’argomento, si è capito che il bilinguismo è in realtà una risorsa, una marcia in più per il piccolo.


LA NATURALE PREDISPOSIZIONE:

Se in famiglia un bimbo cresce ascoltando due lingue diverse fin dalla nascita, per imparare a parlare dovrà affrontare uno sforzo doppio rispetto a quello dei piccoli che apprendono un unico idioma ?

L’esposizione a due lingue diverse non richiede una fatica aggiuntiva al bambino, spiega Cristina Oliva-Klos, educatrice e consulente psicologica, laureata in psicologia all’Università del Michigan (USA), fondatrice di Happy Bunch International. “Ognuno di noi nasce, infatti, con una predisposizione naturale che gli permette di apprendere senza problemi fino a un massimo di tre idiomi.


Un bambino che cresce bilingue sfrutta una particolare area del cervello che è coinvolta nello sviluppo delle capacità linguistiche e musicali, aggiunge l’esperta. Le cellule di quest’area sono particolarmente ricettive ai suoni, ma solo in un’epoca precoce, dal quinto mese di gravidanza fino ai 7-9 anni di vita del bimbo. In seguito, se non utilizzate, si atrofizzano e diventano inattive. Per questo, chi desidera che il proprio piccolo sviluppi uguali competenze in più di una lingua dovrà introdurre gli stimoli linguistici al più presto possibile.

UNA PREZIOSA OPPORTUNITA’:

Se l’esposizione è molto precoce, il bambino sviluppa conoscenze e competenze praticamente identiche in entrambe le lingue, dice Laura D’Odorico, docente di Psicologia dello sviluppo e dei disturbi di linguaggio all’Università degli Studi di Milano Bicocca. Un risultato che è impossibile ottenere se l’apprendimento della seconda lingua avviene quando il bambino è già più grandicello. Per questo, crescere bilingue è un vantaggio, un’opportunità in più per il piccolo.


In base al momento in cui viene introdotto il secondo idioma e alla quantità di stimoli ricevuti in ognuna delle due lingue, il bimbo potrà sviluppare, quindi, identiche abilità e conoscenze in entrambe oppure avere una lingua predominante, che usa abitualmente per esprimersi, pur comprendendo benissimo anche la seconda.


A partire all’incirca dai 9 anni, la straordinaria capacità di assimilare con naturalezza e senza fatica una consistente quantità di stimoli – linguistici, musicali, artistici – regredirà in modo irreversibile e l’apprendimento richiederà per impegno e concentrazione - aggiunge Cristina Oliva-Klos.

BISOGNA ADOTTARE UNA STRATEGIA


Se i genitori decidono di insegnare due lingue al proprio piccolo, è importante che stabiliscano fin dall’inizio una strategia da seguire nel tempo, prosegue Cristina Oliva-Klos. Ogni famiglia individuerà, quindi, le regole che meglio si adattano alla propria realtà specifica, tenendo però presente il fatto che, per sviluppare uguali competenze in entrambe le lingue, il bambino dovrà ricevere una quantità di stimoli pari nei due idiomi.


Se la famiglia abita in Italia e desidera che il piccolo apprenda la lingua del genitore di nazionalità straniera, per bilanciare gli stimoli provenienti dall’esterno – al nido, al parco giochi, con i parenti e gli amici italiani – l’ideale sarebbe utilizzare sempre la lingua straniera nel contesto familiare.

A volte, mamma e papà decidono di rivolgersi al bambino ognuno con la propria lingua.

Anche questa può essere una buona soluzione ma, se uno dei genitori è meno presente dell’altro, il bambino non riceverà stimoli in uguale misura nelle due lingue.

Una volta stabiliti i tempi (ad esempio, quando si è in casa, solo in certi momenti della giornata, quando c’è il papà) e le modalità (parlando con un genitore o con entrambi) con cui il bimbo verrà a contatto con i due idiomi, è fondamentale attenersi alla strategia decisa.

I più piccoli hanno bisogno di regole ben definite che, grazie alla ripetizione, diventano consuetudini rassicuranti.

I cambiamenti sono fonte di confusione e mettono in difficoltà il bambino,

spiega Laura D’Odorico. Mescolare le due lingue, utilizzarle con frequenza diversa, senza individuare situazioni specifiche e senza alcuna regola rende più difficile l’apprendimento.

E’ COME APPRENDERE UN UNICO IDIOMA:

Un bimbo esposto fin dai primi mesi a due lingue imparerà in modo del tutto spontaneo a usarle entrambe.

All’inizio, le due lingue vengono acquisite come se si trattasse di un unico idioma e solo successivamente, verso i 2-3 anni di età, il bambino le riconosce e le distingue come appartenenti a due diversi sistemi linguistici – spiega Cristina Oliva-Klos.

Nei primi anni di vita, quindi, termini delle due lingue che hanno lo stesso significato, per il bambino, sono sinonimi di una stessa lingua (ad esempio, se il piccolo conosce l’inglese e l’italiano, ‘milk’ e ‘latte’ sono due modi perfettamente equivalenti ed interscambiabili per indicare la stessa cosa).

Nelle prime fasi dello sviluppo del linguaggio, potrà verificarsi un po’ di confusione nell’utilizzo dei vocaboli o a livello fonetico, ad esempio per la diversa accentazione dei due sistemi linguistici – commenta Laura D’Odorico. Confusione che, comunque, è destinata a scomparire spontaneamente in tempi brevi.

Non solo il bambino impara a ‘separare’ le due lingue, ma distingue senza difficoltà anche i contesti in cui vanno utilizzate - aggiunge Cristina Oliva-Klos. Ad esempio, se il piccolo parla inglese con i genitori, si abituerà a usare questo idioma solo nel contesto familiare e ad esprimersi in italiano se è al parco giochi, al supermercato o all’asilo.

E quando il bimbo inizia a frequentare la scuola, imparare a leggere e scrivere può risultare più difficile ? No, in età scolare, le due lingue sono già completamente distinte, rassicura Laura D’Odorico. E il fatto di essere bilingue non incide sull’apprendimento della lettura e della scrittura.



Alcuni semplici rituali quotidiani possono aiutare il piccolo ad imparare la seconda lingua con maggior facilità.Un esempio classico è la fiaba della buonanotte, raccontata nell'idioma che si vuole insegnare al piccolo - spiega Cristina Oliva-Kios. Procurandosi alcuni libri per l'infanzia scritti in quella lingua, inoltre, si avrà a disposizione una scorta di favole che permettono al piccolo di arricchire il suo vocabolario con nuovi termini, espressioni e modi di dire. Molto efficaci per memorizzare parole e pronuncia sono anche filastrocche e canzoncine: imparandole, il bimbo si diverte e fa esercizio. Oggi, inoltre, grazie ai canali satellitari, é possibile sfruttare il momento dedicato ai cartoni animati per approfondire le conoscenze del bambino. Oppure si può ricorrere ai dvd dedicati ai più piccoli, che presentano varie opzioni per quanto riguarda la lingua. Anche in questo caso, è importante stabilire alcune regole e seguirle sempre con costanza: una volta individuati i ‘rituali' da compiere in una delle due lingue, è necessario attenersi alla propria decisione per evitare di creare confusione nel bambino".